Galleria d'Arte
Raffaella De Chirico

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Summer of Expectations

Dal 15/07/2021 Al 10/09/2021

È un’estate strana quella che stiamo trascorrendo, fatta di attese e di aspettative, dettata dalle tempistiche della natura e degli sforzi dell’uomo per contrastarne gli effetti nefasti, cause ed effetti che si susseguono da ormai un anno e mezzo.
La socialità, il viaggio ed il lavoro a pieno regime e soprattutto in sicurezza gli obiettivi principali. L’attesa oggi assume un sapore diverso: spesso in passato celebrata come momento magico, che amplifica il desiderio, accende euforia e sottrae forza al risultato stesso, ora è un elemento con cui convivere quotidianamente e difficile da gestire. Aspettative, speranze e paure in vista dell’autunno nutrono questa estate fatta di dribbling tra le difficoltà e le vittorie e dosi vaccinali.
In tempi non sospetti, i quattro artisti scelti per la collettiva hanno contestualizzato questi temi divenuti cardine delle nostre aspettative future.

Le moltitudini vaganti di persone Like a Rolling Stone di Ima Montoya e gli affollati luoghi di transito di Andrea Sbra Perego ci mostrano un’umanità in movimento, compatta, senza timore di una vicinanza che possa compromettere la vita stessa. L’umanità dei lavori dei due artisti è profuga, esule, spesso in cerca di risposte e significati, alienata forse, infelice o stressata, ma non terrorizzata dall’attacco di tosse del vicino.

Gli operai messicani di Alejandro Cartagena condividono i pick up ogni giorno per attraversare l’autostrada 85 che va da Monterrey a San Pedro Garza García, uno spazio ristretto in cui gestire le incombenze pratiche della vita quotidiana; così come da sempre sono quotidiani l’atto del recarsi al lavoro o a scuola, e la vicinanza e la confidenza che da queste pratiche derivano. Nascono amicizie e amori, invidie e litigi. Il lavoro e la scuola in presenza e la condivisione degli spazi, non rappresentano solo reddito ed istruzione ma imparare a relazionarsi con il prossimo ed imparare dagli altri o fornire a nostra volta esperienze e chiavi di lettura.

Anche i luoghi forse attendono di essere vissuti: alle strutture urbane, ai “mostri d’acciaio” Andrea Chiesi ha tolto la figura umana, da parecchio tempo. Sono luoghi che spesso non vengono riconvertiti, abbandonati a se stessi, spesso in una logica di speculazioni e di potere. In questo periodo storico, tuttavia, sono molti i luoghi a cui è stato sottratto il corpo fisico, costretto al lavoro a distanza. Sono molti gli edifici ed i negozi chiusi, vuoti, di chi non ce l’ha fatta a resistere. Dove non è più possibile creare la magia della condivisione di un’idea o di un progetto accidentalmente, nell’intersecarsi dei discorsi della quotidianità e dello scambio.

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