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IL SOLE 24 ORE - ART ECONOMY | Fotografi da scoprire insieme a MIA Milan Image Art Fair | Alejandro Cartagena

14/04/2015

Si è tenuta a Milano la quinta edizione di MIA Milan Image Art Fair, la fiera dedicata alla fotografia e all'immagine in movimento che quest'anno ha occupato una nuova sede sullo sfondo dei grattacieli della zona di Porta Nuova (11-13 aprile). I visitatori sono stati 22mila circa, il 10% in più rispetto alle passate edizioni. L'inaugurazione ha attratto 7mila persone, ma anche gli altri giorni sono stati ben frequentati e ha sorpreso l'afflusso dell'ultimo giorno con 4mila presenze. “Il bilancio è positivo” ha commentato il fondatore della fiera Fabio Castelli, esperto di fotografia e lui stesso collezionista. “Abbiamo registrato ottimi commenti da parte del pubblico e una diffusa soddisfazione tra gli espositori. Possiamo spingerci a dire che questa sia l'edizione migliore mai realizzata da MIA Fair”. Tra gli elementi che hanno funzionato di più rispetto agli altri anni c'è, secondo Castelli, il cambio di location, che ha creato curiosità, ma anche la qualità.

Anche le vendite sono andate bene, con un price range che andava, nella gran parte dei casi, da 500 a 15.000 €. “Le vendite sono state decisamente positive, ma questa sta diventando una costante per MIA Fair. Oltre al dato puramente economico, ci inorgoglisce il fatto che il collezionismo di fotografia stia crescendo. I galleristi ci hanno riferito di un pubblico sempre più attento, curioso, maturo e competente con cui è piacevole confrontarsi e discutere, prima ancora che chiudere affari. Segno che il lavoro anche formativo che facciamo attraverso il nostro programma di talk, mostre e premi dà buoni frutti”.

Tra i premi assegnati in fiera c'è stato il Premio BNL, assegnato ex aequo a Bruno Cattani, rappresentato da VisionQuest Contemporary Photography di Genova, e a Massimiliano Gatti, rappresentato da RBcontemporary di Milano. “Cattani ha presentato un lavoro molto delicato ma al tempo stesso malinconico, dove sembra cercare una sintesi tra due dei temi a lui più cari: quello dell'eros e quello della memoria” spiega Fabio Castelli; “Gatti, che lavora al seguito delle missioni archeologiche italiane nei luoghi più caldi del Mediterraneo e del Medio Oriente, ci regala invece un progetto che mescola le carte del tempo e della Storia. Mescolando con voluta ambiguità reperti antichissimi e residuati bellici moderni”. Le opere di Bruno Cattani e Massimiliano Gatti nella gallery quotano rispettivamente 4.200 e 1.500 €.

Altri fotografi degni di note e premiati da vendite più che positive sono stati, secondo Fabio Castelli, Nicolas Feldmeyer con i suoi paesaggi post-romantici presentati da mc2 gallery di Milano (l'opera nella gallery quota 2.500 €), e l'iraniana Shadi Ghadirian, rappresentata da Officine dell'Immagine , sempre di Milano, le cui opere affrontano senza retorica ma con un'ironia acuta il tema della condizione femminile della cultura islamica contemporanea (price range da 3.500 a 12.500). “Se dovessi eleggere lo stand più riuscito sceglierei quello della Galleria Glauco Cavaciuti di Milano” dichiara Castelli, “che ha presentato con grande eleganza le composizioni chiaroscurali e i giochi di luce ed ombra di Massimo Gatti”.

Tra i collezionisti che hanno visitato la fiera ci sono stati l'avvocato Claudio Palmigiano e la moglie, l'avvocato Maria Grazia Longoni Palmigiano. “Giunta al quinto anno mi sembra che MIA abbia raggiunto una sua dignità all'interno delle fiere di settore che si tengono un po' in tutto il mondo” commenta Claudio Palmigiano. “Il prossimo step dovrebbe essere quello di riuscire a coinvolgere qualcuna delle gallerie straniere più prestigiose tra quelle che si occupano esclusivamente di fotografia”.
Se, infatti, la qualità delle fotografie offerte non era eccelsa in tutti gli stand, c'erano comunque ottime proposte per un occhio attento. “Il lavoro più interessante in fiera era quello del messicano Alejandro Cartagena, presentato dalla Galleria Raffaella De Chirico Arte Contemporanea di Torino e che presenta due cicli di lavori: 'Suburbia mexicana', dedicato alle costruzioni abitative edificate nelle periferie dei centri messicani e 'Car poolers' nel quale Cartagena ha fotografato da un cavalcavia tutti giorni dalle 7 alle 9 del mattino i pick-up che affollano l'autostrada 85 da Monterrey a San Pedro e che sono pieni di merci mescolate ad esseri umani”.

I prezzi delle opere della prima serie andavano da 2.000 a 4.400 €; i prezzi della seconda serie quotavano 4.000-5.000 €. “Tra gli altri lavori che ricordo - continua Palmigiano - c'è la milanese Margherita Lazzati, presentata dalla galleria milanese L'Affiche che fotografa povera gente che dorme nelle nostre strade nel reportage 'Visibili.inVisibili', e il lavoro del cubano Yuri Limonte, presentato da Isolo17 Gallery di Verona, dedicato alla gente del suo paese”. Le loro opere quotavano rispettivamente tra 500 e 1.500 € e intorno ai 600 €.
Un altro modo di scoprire i nuovi talenti è stato Codice Mia, un premio dedicato a giovani artisti scelti da una giuria di collezionisti di cui ha fatto parte anche, appunto, Palmigiano. “Codice Mia è stata davvero una splendida esperienza per me” dice l'avvocato, “come per gli altri nove giurati che venivano da tutto il mondo (USA, Venezuela, Belgio, UK..). Abbiamo esaminato i portfolio di 45 artisti (ogni giurato ne esaminava 18 selezionandone 3 che poi presentava agli altri giurati).

Tra i tanti lavori di buona qualità menzionerei i quattro più votati: il vincitore veronese Mauro Fiorese con un lavoro sugli straordinari magazzini dei nostri musei e la giovane Giorgia Valli, menzione speciale, con una serie sulla memoria del passato dedicato al Grand Hotel delle Terme di San Pellegrino (price range da 600 a 1.500 €, ndr). La stessa artista ha anche presentato delle fotografie scattate allo zoo del Bronx che vogliono richiamare, con una nota autobiografica, le case in cui ha vissuto, alcune intese come gabbie, altre come spazi aperti vitali ed uno dedicato al suo personale universo creato con molta fantasia in un bagno di casa. E poi, ancora, i due padovani Marco Maria Zanin e Giovanni Pasinato che volgono lo sguardo con attenzione e struggente malinconia a luoghi abbandonati: case coloniche per Zanin (4.500 €, ndr) e luoghi generici che ricordano le immagini di Robert Adams per Pasinato, il cui portfolio si intitola ‘Il paesaggio conosce'”.

www.arteconomy24.ilsole24ore.com/art/cultura-tempo-libero/2015-04-14/fotografi-scoprire-insieme-milan-175433.php

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