Galleria d'Arte
Raffaella De Chirico

Via Giolitti, 52

Via della Rocca, 19

10123 Torino

Ph +39 011.83.53.57





Paolo Peroni

Dal 12/06/2012 Al 09/09/2012

La Raffaella De Chirico Galleria d’Arte è lieta di presentare la prima personale di Paolo Peroni, giovane artista residente a Torino che muove la sua ricerca creativa tra mondo naturale e artificiale, avente l’uomo come tramite ed in continuo divenire.

Diplomatosi di recente all’Accademia di Belle Arti di Torino, Paolo Peroni ha suscitato la curiosità di Raffaella De Chirico per l’interessante poetica delle sue opere: all’interno della Project Room la galleria ospita due cicli di studi differenti che raccontano in modo diverso ma ugualmente incisivo i concetti espressi dalla sua arte, un’intensa riflessione sulla tensione esistente tra il singolo, il gruppo e l’ambiente esterno, dal singolo individuo in relazione alla società, all’elemento di base del mondo naturale in relazione al suo habitat.

Attraverso il gioco di queste corrispondenze, le opere di Paolo Peroni suscitano nell’osservatore una tacita vicinanza: un innato senso di consapevolezza e appartenenza al mondo profondamente umano.
Interessante è anche il mezzo espressivo utilizzato dall’artista che non risulta immediatamente riconducibile all’idea da cui nasce il lavoro.

Sulle pareti nere della sala si snoda il ciclo di opere Bíos, una serie di xerigrafie su metacrilato termoformato che rappresentano una produzione sensuale di contenuti, resistenze che si manifestano, proliferano ed emergono dalla superficie come matrice pulsante del bios politikos umano.
Ogni BIOS comunica il desiderio positivo che spinge l’uomo ed ogni elemento ad esporsi in una lotta continua e plasmante, direttamente connessa al suo ecosistema. Ciò che traspare è la necessità di una evoluzione doppia, biologica e morale, concentrata sulla forza dinamica del cambiamento tout court.
Senza la pratica della resistenza, senza la produzione dal basso di forme vitali o soggetti che rifiutano di “piegarsi” al sistema corrente, non è possibile incidere un cambiamento che induca alla trasformazione economica e politica della società e di noi stessi.
Le resistenze, positive e creative, dunque, appaiono in forme sempre diverse sulla tela e rappresentano il rovescio della medaglia di ogni forma di potere: non esiste potere senza rifiuto o rivolta in potenza.

La parete bianca della sala invece ospita un solo esemplare di Genotipo/Fenotipo, opera costituita da due tipologie di immagini sovrapposte: la prima è quella di una cellula osservata al microscopio, la seconda è quella di una città vista dal satellite. Creando una similitudine visiva, l’artista apre una riflessione sulla sociobiologia, scienza fondata sul neodarwinismo e che rivolge il suo studio alle basi biologiche che determinano il comportamento sociale.
Attraverso l’opera, Paolo Peroni esprime la prospettiva da cui questa disciplina osserva il mondo: dalla dimensione individuale dell’uomo, l’attenzione si sposta alla dimensione del gruppo che lo determina, enfatizzando il ruolo del genotipo rispetto al fenotipo.
La sociobiologia, infatti, mostra un’immagine della natura umana in cui i caratteri del comportamento si sono evoluti soprattutto attraverso la selezione naturale ed il comportamento umano è una naturale conseguenza delle differenze genetiche tra gli individui.

Seguendo questa linea interpretativa, le scienze sociali vengono così ricondotte alla genetica ed alle sue leggi, che oggi più che mai caratterizzano il processo di medicalizzazione del singolo e dell’intero corpo sociale. La sovrapposizione tra l’infinitesimamente piccolo ed il grande, che ne ripropone in scala maggiore le medesime caratteristiche, sono l’effetto evidente di questa comprensione.


Paolo Peroni
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